CORSO SULLA PERMACULTURA URBANA (orticultura casalinga, orti urbani, orti condivisi)

La nostra socia e stimata divulgatrice Daniela R. ci segnala questo interessante corso sulla permacultura:
QUANDO: Sabato 12 Gennaio 2013 – Il corso durerà una sola giornata, dalle ore 10 alle ore 18 di Sabato 12 Gennaio 2013

DOVE: via ugo bassi,  20 Roma (quartiere monteverde vecchio), presso il CIMI.

RELATORE:  dr FABIO PINZI
agronomo e docente di Permacultura, esporrà i capisaldi della disciplina, con particolare riguardo alla Permacultura urbana (orticultura casalinga, orti urbani, orti condivisi, piccoli appezzamenti, compostaggio, etc.)

COSTO: Il costo della giornata è di 25 euro

COME FARE: Per prenotazioni e iscrizioni contattare il cimi <cimimedicina@tiscali.it> o 06-5812492

La giornata è propedeutica al corso internazionale di permacultura di 72 ore.

La Permacultura è una disciplina che sta aggregando vieppiù persone in gamba, sensibili e attente all’ambiente. é una possibilità di agire concretamente per cambiare alcuni paradigmi distruttivi dell’ambiente e della salute oggi dominanti.
Per noi terapeuti, genitori, abitanti del Pianeta la Permacultura è uno strumento di Salute e di Benessere, perchè Terreno, Ambiente, Cibo, Acque e Aria fisicamente e animicamente sani ne sono presupposti imprescindibili. Un impegno per una qualità di vita, del cibo, per proteggere i terreni dalle erosioni e dalle alluvioni, per ridurre l’inquinamento e le malattie che ne derivano.

Per chi vuol saperne di più…
Lettera del Dr Gianni Marotta

Permacultura : agricoltura permanente per una cultura permanente.

Vedere il mondo in un granello di sabbia
e il cielo in un fiore di campo
Tenere l’Infinito nel palmo della mano
e l’eternità in un’ora
William Blake

Carissimi
nell’augurarvi le cose più belle per il nuovo anno e per una serena ripresa delle vostre attività, vi comunico che il discorso sulla Permacultura avviato per il terzo anno è  maturato e ha portato buoni frutti (in senso letterale vista la produzione ortofrutticola – urbana e campestre – da parte di chi ha seguito i corsi). Alcuni inoltre hanno già seguìto il corso formativo delle 72 ore.
É ormai da tempo che, nelle metropoli come nei piccoli centri urbani si comincia a coltivare su terrazze, davanzali, giardini o altri spazi disponibili per realizzare orti personali o condivisi. La chiamano ‘rivoluzione verde’, in antitesi con lo sfruttamento indiscriminato dei terreni e l’accresciuta presenza di anidride carbonica nell’atmosfera.  Ha risvolti pratici e è un segno preciso di voler recuperare qualcosa di molto importante.

Come medico sono pronto a sostenere iniziative atte a salvaguardare l’ambiente in cui viviamo e quindi la qualità della vita e della salute. In particolare mi attivo per sostenere ogni attività che diminuisca drasticamente la quota di tossici che quotidianamente siamo costretti a ingerire e inalare.
Inoltre l’orticultura ha un buon potenziale terapeutico per chi la pratica – purchè si osservino i giusti accorgimenti a livello posturale – tanto è vero che, specie nei paesi anglosassoni, viene praticata da persone portatrici di disagi o di handicaps con il sostegno di educatori che hanno ricevuto adeguata formazione (Vedi nota in fondo*).
Mi sembra inoltre fondamentale che noi tutti, e soprattutto bambini e adolescenti, recuperiamo un rapporto diretto con la Natura, altrimenti perdiamo il contatto con le nostre radici, viviamo in dimensioni sempre più artefatte, artificiali e effimere, senza più consapevolezza dei processi che sono la nostra stessa vita.

La orticoltura urbana è solo una delle espressioni della Permacultura per riconsiderare la qualità della presenza umana sulla Terra e di conseguenza il benessere degli esseri che vivono su di essa.
La Permacultura, prima ancora di un modo di coltivare è cultura, è vivere il proprio ambiente in modo responsabile – che si tratti della propria casa, del proprio orticello o della Terra – nel massimo rispetto delle condizioni naturali.
Prima ancora di una serie di teorie o di metodi è un modo di vivere, di pensare e di utilizzare le risorse personali e ambientali.
Diventare permacultori vuol dire stimolare in sé la percezione e la conoscenza, allo scopo di scoprire e di godere dei beni che l’ambiente produce, evitando i danni di uno sfruttamento intensivo, ricercando e costruendo, al contrario, relazioni di mutuo beneficio.
Purtroppo l”Homo tecnologicus’ mira oggi a un  asservimento della Natura ai propri fini, comportandosi come uno dei peggiori ‘parassiti’ esistenti sul pianeta, distruggendone cioè o impoverendo sempre più le risorse dell’ospite.

Una buona relazione – parlando in termini generali – nasce invece dall’ascolto e dal riconoscimento dell’altro, delle sue caratteristiche, delle sue diversità e delle sue esigenze, non dalla pretesa di esercitare un potere. Tale asservimento della Natura, oltre che cieco e pretestuoso, a conti fatti è illusorio e il conto ci viene presentato già oggi: per restare nel campo della medicina io ho notato, in 35 anni di professione, crescere in modo impressionante disturbi di tipo allergico, fenomeni di intolleranza alimentare, problemi di disepatismo, intestinali etc.. e soprattutto l’insidiarsi di problematiche croniche di non facile soluzione.

Altro punto fondamentale è la ‘biodiversità’: è uno degli strumenti più vitali della Natura e più validi per la sopravvivenza dei terreni, delle specie e degli ambienti. Ebbene la biodiversità subisce l’attacco massiccio della agricoltura chimica e genetica (vedi anche OGM), che tende a ridurre e omologare le specie presenti in un territorio, con il mito dell’aumento di produttività, mito del tutto fallace. Di contro è ben reale l’aumento vertiginoso dei costi di produzione, a tutto vantaggio di chi produce sementi, fertilizzanti, antiparassitari, ma non degli agricoltori. I profitti sono in minima parte di chi coltiva; i danni invece sono non solo di chi coltiva ma anche del consumatore perchè ognuno di noi – bimbi compresi – si trova giornalmente a contatto con tossici chimici, per non parlare di inquinamento delle terre e delle acque: delle falde, dei fiumi, dei mari.

La Permacultura è una cultura estremamente pratica ma solidamente sostenuta da principi etici e da una intelligenza di tipo ‘sistemico’: infatti lo scopo della Permacultura è di progettare eco-sistemi produttivi che rispettino la diversità e gli equilibri dinamici, che sono alla base degli eco-sistemi naturali.
Gli ecosistemi naturali infatti sono molto più vitali di quei sistemi che devono essere sostenuti artificialmente da un massiccio intervento chimico e farmacologico.

Il permacultore avvia un processo integrato di progettazione del proprio ambiente di vita, che sia sostenibile, equilibrato, piacevole e accogliente, anche in termini di vivibilità, di gradevolezza, di soddisfazione.
Per realizzare progetti produttivi eco-sostenibili la Permacultura si riconnette alle conoscenze tradizionali, utilizza l’antico sapere contadino ma anche tutte le risorse scientifiche moderne eco-compatibili; non si occupa solo di agricoltura ma anche di bio-architettura e di risorse energetiche, tutti argomenti che vengono trattati nei corsi.

Ma soprattutto la Permacultura si avvale delle osservazioni personali del progettista cui viene insegnato di ‘vivere’  prima a lungo e di ‘conoscere bene’ il terreno che desidera coltivare. Il Permacultore osserva il ‘suo luogo’ e impara a riconoscere in che modo la Natura vi opera, da tempo immemore, per sopravvivere e svilupparsi. Ogni luogo ha le sue specifiche, i suoi microclimi, la sua flora e fauna autoctona, le sue condizioni favorenti e non: solo dopo averne sperimentato le qualità si può progettare un eco-sistema agricolo che utilizzi i mezzi che la Natura stessa mette a disposizione.

La Permacultura in quanto filosofia e metodo ‘sistemico’ ad ampio respiro si può applicare a grandi come a piccole aree, a macro e micro sistemi: si può utilizzare per una grande azienda agricola, o per rendere ‘produttivo’ un balcone, financo un davanzale della propria casa, un giardino, un piccolo orto, un casolare sperduto, un villaggio oppure una grande città.
l’etica del rispetto e della produttività in armonia con l’ambiente si applica anche a modelli economici e a strutture sociali (vedi Transition towns).

A illustrazione parziale di quanto scritto, ho già inviato tempo fa un filmato BBC con sottotitoli in italiano che mi sembra un buon esempio per rendere lo spirito della Permacultura, anche se la Permacultura ha orizzonti più vasti del discorso agricolo. Questo documentario indica molto bene come l’agricoltura moderna sia stretta a tenaglia dall’industria a monte e a valle. Se il cosiddetto ‘progresso’ ha portato alcuni benefici ora presenta un conto piuttosto alto.
Ridò volentieri il link perchè vi è molto da riflettere: vai a

Nota * sull’ortoterapia

La letteratura moderna conferma, con le più recenti teorie in campo medico, psicologico, pedagogico e sociale che il “lavoro della terra” possa avere ricadute positive e
di recupero su soggetti con varie patologie:
ad esempio disabili con patologie congenite con disabilità motoria o cognitiva; disabili adulti sofferenti di patologie degenerative, che escludono altri tipi di percorsi riabilitativi; per problemi di dipendenza alcool, droga; o per persone con difficoltà sociali, legati ad emarginazione, povertà o detenzione.

Un abbraccio e un saluto carissimo

Dott. gianni marotta

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